CONDROCITI DI ORIGINE AUTOLOGA COME NUOVA RISORSA PER LA RIGENERAZIONE DELLA CARTILAGINE NEI PAZIENTI EMOFILICI

In data 11 aprile 2016 è stato accettato per la pubblicazione nella rivista scientifica Cell and Tissue Research il lavoro di ricerca dal titolo: Autologous chondrocytes as a novel source for  neo-chondrogenesis in haemophiliacs.

Si tratta di un progetto di ricerca nato dalla collaborazione tra l’Università degli Studi di Padova (Dipartimento di Scienze del Farmaco), la Fondazione TES e il Dipartimento di Ematologia e il Centro per l’Emofilia di Castelfranco Veneto, con il sostegno di Avis Regionale Veneto e APE (Avis per il Progresso Ematologico).

Lo studio ha consentito di realizzare in laboratorio delle protesi intelligenti per il recupero di danni della cartilagine nei pazienti emofilici. Una delle complicanze dell’emofilia è, infatti, una forma di artropatia causata da emorragie che si verificano nelle articolazioni (es. ginocchio) e danneggiano il tessuto cartilagineo. Poiché la terapia attuale presenta numerosi limiti, risulta importante individuare nuove strategie di riparazione della cartilagine articolare, soprattutto se si considera quanto l’artropatia emofilica comprometta la qualità della vita del paziente.

Considerato ciò, la ricerca si è svolta in due fasi:

  • abbiamo studiato per la prima volta le cellule della cartilagine da emofilico al fine di individuare eventuali differenze rispetto a quelle del donatore sano;
  • abbiamo sviluppato un prototipo di protesi bio-ibrida unendo le potenzialità di un nuovo biomateriale recentemente brevettato dal nostro gruppo, con quelle di un tessuto connettivo maturo ottenuto dal cordone ombelicale umano (Gelatina di Wharton).

I dati ottenuti dimostrano che è possibile un futuro trattamento dell’artropatia emofilica mediante l’utilizzo di una nuova protesi capace di mimare le proprietà della cartilagine e contenente cellule derivate dal paziente stesso, eliminando così il rischio di rigetto. Dopo revisione e valutazione da parte di esperti del settore, i risultati della ricerca sono stati accettati per la pubblicazione e quindi riconosciuti dalla comunità scientifica internazionale per la loro originalità e significatività sperimentale.