RISULTATI e PROGETTI

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La Fondazione T.E.S. lavora dalla sua istituzione sulle problematiche legate all’ingegneria tessutale, cioè alla costruzione di organi e tessuti in laboratorio, con lo scopo di bypassare le lunghe liste d’attesa [dovute alla carenza di donatori di organi] che sono la realtà negativa nel campo dei trapianti di organo.

In collaborazione con l’Università di Padova ha ottenuto risultati rilevanti, come il primo trapianto di trachea ingegnerizzata nel 2008 (eseguito a Barcellona), e sta oggi studiando, anche con l’Università di Verona, le cellule staminali circolanti.

Partner principale della Fondazione è AVIS Veneto, che attraverso la Fondazione sostiene giovani ricercatori che svolgono ricerche sulle cellule staminali adulte.

Dal 2013 al 2016 Fondazione T.E.S., con il supporto di AVIS Veneto, AVIS Provinciale Treviso e APE, ha sostenuto diversi progetti di ricerca nell’ambito della rigenerazione tessutale:

1) un primo lavoro ha riguardato la realizzazione e lo studio di un nuovo materiale sintetico a base di alcol polivinilico (PVA ossidato), idoneo per l’allestimento di protesi per l’ingegneria tessutale. Considerato il suo carattere di innovatività, per il biomateriale è stato depositato un brevetto presso l’Università degli Studi di Padova e i dati sperimentali ottenuti dallo studio sono stati pubblicati nella prestigiosa rivista scientifica Journal of Tissue Engineering and Regenerative Medicine;

2) un altro importante risultato è stato raggiunto nell’ambito della collaborazione con l’ULSS 8 ed, in particolare, con il Centro per l’Emofilia dell’Ospedale di Castelfranco Veneto diretto dal Dott. Tagariello. Per la prima volta sono state studiate le cellule isolate dalla cartilagine di pazienti emofilici; in particolare, abbiamo dimostrato che esse potenzialmente potrebbero essere utilizzate in combinazione con il biomateriale da noi brevettato, per costruire delle protesi autologhe utili per riparare danni precoci della cartilagine articolare. I dati sperimentali ottenuti dallo studio sono stati pubblicati nella rivista scientifica internazionale Cell and Tissue Research;

3) in parallelo, sempre in collaborazione con il Centro per l’Emofilia dell’Ospedale di Castelfranco Veneto, si sta sviluppando un secondo progetto che prevede lo studio di una terapia con cellule staminali come alternativa alle strategie attuali il per trattamento dell’emofilia. Le cellule che stiamo testando sono cellule staminali mesenchimali da tessuto adiposo, le quali potrebbero essere trapiantate nel fegato del paziente ed essere, così, stimolate a produrre il fattore della coagulazione mancante (Fattore VIII). Sulla base dei risultati preliminari ottenuti, queste cellule, adeguatamente stimolate con proteine specifiche, hanno dimostrato un’attivazione del gene responsabile della produzione del Fattore VIII;

4) a seguito dell’interazione con l’ULSS 1 di Belluno, ci stiamo occupando dello studio di particolari emocomponenti chiamati membrane leuco-fibrino-piastriniche. Si tratta di un prodotto autologo ottenuto concentrando il sangue in alcune sue componenti: piastrine, globuli bianchi, fibrina e cellule staminali circolanti. I dati sperimentali raccolti suggeriscono le grandi potenzialità rigenerative di queste membrane in termini di proprietà strutturali/meccaniche, rilascio di proteine terapeutiche e di cellule con caratteristiche staminali, nonché la capacità di biodegradare nel tempo per lasciare spazio al nuovo tessuto rigenerato. Questi risultati sono stati presentati ad un Congresso internazionale a Dublino con grande riscontro da parte della comunità scientifica;

5) in collaborazione con l’Istituto di Anatomia Umana e con la Chirurgia Pediatrica dell’Università degli Studi di Padova ci stiamo dedicando alla realizzazione di un sostituto tessutale potenzialmente utile nel trattamento della sindrome dell’intestino corto. Brevemente, abbiamo costruito uno scaffold composito costituito da una porzione sintetica (alcol polivinilico da noi brevettato) e una naturale (matrice intestinale), che si è dimostrato idoneo nel sostenere l’adesione e la crescita di cellule staminali mesenchimali da midollo osseo. A breve sarà possibile valutare questo sostituto ingegnerizzato in un modello animale adeguato;

6) in collaborazione con l’Istituto di Anatomia Umana stiamo sviluppando delle protesi ingegnerizzate per la rigenerazione di nervi periferici lesionati a causa di patologie o traumi. I promettenti risultati che abbiamo ottenuto in vitro hanno posto le basi per procedere con lo studio in modelli animali di danno al nervo sciatico. Nei prossimi mesi sarà possibile ottenere i primi dati riguardo alla capacità di queste protesi di rigenerare il tessuto nervoso lesionato.

7) Recentemente in collaborazione con ricercatori dell’Università di Padova abbiamo pubblicato sulla prestigiosa rivista “Nanomedicine” uno studio sulla possibilità di ottenere neuroni dalle cellule staminali circolanti nel sangue periferico umano. Finalmente siamo riusciti a raggiungere uno dei più importanti obiettivi per cui abbiamo con AVIS Veneto fondato la T.E.S. Cioè :

“FARE RICERCA PER CARATTERIZZARE POPOLAZIONI STAMINALI CIRCOLANTI NEL SANGUE PERIFERICO”.

Dopo 13 anni dalla prima intuizione, nel 2016 abbiamo iniziato a pubblicare i primi importanti risultati che riguardano la caratterizzazione (cioè la carta di identità) delle cellule staminali circolanti nel sangue periferico umano.

IL SANGUE COME NUOVA FONTE DI CELLULE STAMINALI

E’ un primo mattone di un nuovo percorso che può portare all’utilizzo del sangue periferico nel campo della terapia cellulare e dell’ingegneria tessutale.

Sarà necessario moltiplicare gli sforzi e l’impegno perchè il lavoro da fare è molto impegnativo e lungo, ma dobbiamo convincerci che

LA RICERCA SIGNIFICA NUOVE CURE.